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written_april 5th














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una busta




























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ieri mattina ho ricevuto una busta. non capita più oramai, e se capita sono bollette o pubblicità; la corrispondenza si è trasferita in internet, o sui telefonini. La calligrafia con cui è scritto il mio nome la conosco: penna nera nera, inclinazione impeccabile, stretto contatto tra le lettere di un corsivo che ho percorso molte volte.. lunghe lettere dall'africa o dalla palestina, pagine di racconti di due persone lontane, realmente, fisicamente, geograficamente lontane. Ed infinitamente vicine.
Forse è anche così che è nata la mia allergia al telefono; ho imparato prima a sentirmi amato senza telefono, e non serviva altro. A volte erano molti fogli, scritti fitti fitti, poco margine, fronte e retro, a volte numerati (quanto amore: è troppa roba, poveri, posso almeno aiutarli a non perdersi. quanta disperazione: se si stancano non riuscirò a trasmettere i miei pensieri, e trasmettere i miei pensieri così è l'unico modo che ho per far loro sapere che li amiamo...). A volte era un mezzo foglio, con qualche allegato: un disegno, una foto, una cosa curiosa di quel paese. Così sapevo chi erano, dove erano, come vivevano e pensavano. Così erano vicinissimi. Nelle settimane che separavano le lettere sapevo sempre di avere dei genitori pronti ad aiutarmi, sempre.

Anche adesso lo so. Nella busta non c'era nemmeno un punto nero nero, solo 4 foto stampate dal pc, sulla stampantina a getto d'inchiostro starata e titubante:
La prima, una cartolina fatta da Pop. Uno dei suoi rudimentali accrocchi fotografici, i loro 2 volti sorridenti fusi assieme, del testo tipo invito, data e luogo, sotto l'occasione: Festeggiamo 50 anni insieme (di più, se ci mettiamo quelli da fidanzati, grazie ai quali hanno deciso di lanciarsi sulla lunga distanza).
Coincidenza? il giorno prima avevo pubblicato sulla homepage del mio sito un accrocchio con i loro volti, ho messo la data e ho messo una dedica.
La seconda foto sono loro, sposi, che scendono dei gradini, non so se della chiesa o cosa.. lui è luminoso, in doppiopetto, e conduce alla suo braccio destro mia mamma, un vestito moderno, fino a sotto il ginocchio, la manica larga supera di poco il gomito, un cappellino a meringata, niente veli, bouquet, capelli raccolti guanti lunghi e scarpe tutto nero (credo, la foto è virata sepia). sorride dall'alto del suo lungo collo e guarda bene dove mette i piedi.
Quella dopo sono loro in uno di quei momenti che associano, giustamente, allo zenith della loro vita: africa, ricevimento del presidente, consegna di medaglie a Pop per l'operato a robertsport: sicuramente il presidente sapeva anche che a robertsport questa coppia di italiani aveva conseguito anche un altro risultato: vi stava facendo crescere 3 bambini bianchi. Come se niente fosse. Quindi lui è in frac, medaglie al collo e sul petto, guarda in macchina, molto figo, serio e rilassato, posizione composta. Lei, ancora a destra, ancora sorridente, questa volta guarda in macchina, leggermente di 3/4, capelli biondi perfettamente raccolti sopra la testa, vestito aderente bianco a bustino, al collo e alle orecchie i gioielli con gli insetti. Sexy.
L'ultima foto potrebbe essere del mese scorso. Sono a Stoccareddo, di fronte alla valle, ben coperti. Ridono entrambi. Lei è a sinistra di lui, ci si appoggia completamente, lui la regge bene.

Niente parole. Solo fatti.

Ho pianto.

E la settimana prossima vado ad abbracciarli.